Nel dicembre 1941, alla rottura delle relazioni tra la Germania e
i suoi alleati e l’America, la Casa di Keats entrò nel suo periodo “nascosto”, assumendo anche esteriormente l’anonimato: le placche all’esterno furono rimosse e la Casa rimase come semplice elemento dell’architettura della Scalinata.
Il 14 dicembre 1942, la famosa biblioteca di ottomila volumi rimase al suo posto ma due piccole scatole vennero spedite all’Abbazia di Montecassino. Il loro contenuto era costituito dall’ ultimo celebre ritratto di Keats eseguito da Severn, da due prime edizioni di Keats – Endimione e Lamia, dallo schizzo del Vaso di Sosibios eseguito da Keats stesso, da ciocche di capelli di Keats e Shelley e da lettere di Shelley, Byron, Leigh Hunt, Trelawny, Mary Shelley e Robert e Elizabeth Barrett Browning. Le scatole furono sigillate ma lasciate non identificate e, alla fine, fu proprio questa omissione a far loro eludere l’ispezione tedesca.
Dopo lo sbarco degli alleati e l’avanzata anglo-americana, Cassino divenne il centro della difesa tedesca. Nell’ottobre 1943, l’archivista dell’Abbazia Don Mauro Inguanez, temendo l’imminenza di una battaglia, spostò il tesoro della Keats-Shelley House nella propria cella e lo ripose in una cassa insieme alle sue cose. Il 30 ottobre, gli oggetti dell’archivista viaggiarono su un camion verso Roma e un mese dopo il Curatore della Casa ricevette le scatole sigillate a Piazza di Spagna. L’Abbazia fu distrutta dal bombardamento alleato nel febbraio del 1944.
All’arrivo degli Alleati a Roma, nel giugno del 1944, la Casa riprese la sua attività e le scatole contenenti i manoscritti furono aperte alla presenza degli ambasciatori inglese e americano. La casa era visitata da numerosi soldati desiderosi di meditare e ritrovare se stessi. Il padre di uno di questi ragazzi scrisse più tardi che suo figlio aveva trovato in quel luogo serenità e forza in un momento di dolore pari a quello di Ruth:
“quando nella nostalgia di casa
Lei stava in lacrime in un campo di grano straniero”
Ode a un Usignolo, John Keats

